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Le situazioni giuridiche

La norma giuridica riconosce e garantisce situazioni considerate meritevoli di tutela e ha sempre carattere bilaterale perché distingue tra una posizione attiva (o di vantaggio) e una posizione passiva (o di svantaggio).

  • Le situazioni giuridiche soggettive attive si distinguono in:
  • diritto soggettivo: è la posizione di chi può tenere o pretendere che gli altri tengano un determinato comportamento per soddisfare un proprio interesse tutelato dall’ordinamento. L’ordinamento riconosce al soggetto attivo la più ampia libertà di agire (ad esempio il titolare del diritto di proprietà su una moto è libero di utilizzarla, di prestarla, di regalarla eccetera). I diritti soggettivi che vengono riconosciuti dall’ordinamento ai soggetti privati nei rapporti che questi hanno con lo Stato e gli enti pubblici sono qualificati come diritti soggettivi pubblici mentre quelli che vengono riconosciuti per tutelare interessi di carattere privato, come ad esempio il trasferimento del diritto di proprietà, sono detti diritti soggettivi privati. Ulteriormente i diritti soggettivi si distinguono in assoluti quando possono essere esercitati nei confronti di qualsiasi soggetto in quanto l’ordinamento riconosce al titolare un potere d’azione verso chiunque (come nel caso dei diritti reali ossia quei diritti che si esercitano su una cosa); i diritti sono invece relativi quando possono essere opposti solo a uno o più soggetti determinati del rapporto giuridico (ad esempio il libraio ha il diritto di ricevere il prezzo del libro solo dal cliente che lo ha acquistato). I diritti sono patrimoniali quando corrispondono a interessi di tipo economico (come ad esempio l’interesse a ricevere la provvigione in un contratto di agenzia).  Sono invece non patrimoniali quando non corrispondono a interessi di natura economica ma bensì morale, sociale o culturale (ne sono un esempio tipico i diritti familiari). Ulteriormente i diritti si dividono in intrasmissibili quando non sono cedibili a terzi da parte del loro titolare e trasmissibili quando invece possono essere ceduti a terzi.
  • Facoltà: è una delle varie manifestazioni del diritto (ad esempio il titolare del diritto di proprietà su un immobile ha la facoltà di abitarlo,  ristrutturalo, venderlo e addirittura di demolirlo).
  • Protesta:e l’insieme dei diritti e dei doveri che l’ordinamento riconosce a un soggetto nei confronti di terzi per tutelare gli interessi di questi ultimi (ad esempio i genitori hanno il potere dovere di educare, mantenere e istruire i figli minori).
  • diritto potestativo: è il potere che l’ordinamento riconosce ad un soggetto al fine di modificare la sfera giuridica altrui senza che questi si possono opporre (si pensi al caso di recesso).
  • Aspettativa: è una posizione di attesa preesistente all’acquisizione di un diritto tutelato dall’ordinamento giuridico (ad esempio la condizione sospensiva in ambito successorio).
  • interesse legittimo è la posizione di chi ha il diritto di pretendere che la pubblica amministrazione agisca legittimamente ossia nel rispetto dei principi che ne regolano l’attività a condizione che gli opposti interessi coincidano (ad esempio al candidato di un pubblico concorso oltre ad essergli riconosciuto l’interesse a che le prove d’esame si svolgano in maniera regolare gli è garantita la facoltà di rivolgersi al giudice qualora tale interesse venga pregiudicato)
  • interesse diffuso: è la situazione giuridica soggettiva comune a tutti i soggetti appartenenti a una formazione sociale disomogenea, contraddistinta dall’essere sprovvista di un punto di riferimento qualificabile in un bene suscettibile di appropriazione individuale.
  • l’interesse collettivo è la situazione giuridica soggettiva comune a tutti i soggetti appartenenti ad una formazione sociale omogenea (si pensi agli avvocati) la cui tutela è garantita dall’ente a base associativa rappresentativo della categoria
  • .Le situazioni giuridiche passive si distinguono in:
    • Dovere: è la situazione in cui si trova chi è tenuto a subire l’esercizio di un diritto assoluto ovvero ad astenersi dal compiere qualsiasi azione che possa compromettere il soddisfacimento dell’altro interesse (cd dovere generico di astensione).
    • obbligo giuridico: è la posizione in cui si trova chi è costretto a sacrificare il proprio interesse a favore di quella altrui: il soggetto è obbligato a tenere un certo comportamento consistente in un fare (come ad esempio l’obbligo dei genitori di educare i figli), non fare (ad esempio il costruttore ha l’obbligo di non costruire oltre una certa altezza), di dare (ad esempio l’inquilino ha l’obbligo di pagare l’affitto).
    • Soggezione: è la posizione in cui si trova colui nei confronti del quale viene esercitato un diritto potestativo  (nell’esempio precedentemente fatto sul diritto potestativo è colui che riceve la dichiarazione di recesso della controparte).
    • Onere: è il comportamento che un soggetto deve tenere per realizzare, consentire un proprio interesse (ad esempio per far valere un proprio interesse in sede giudiziaria occorre provare i fatti giuridici che sono a fondamento della propria pretesa – cd onere della prova).
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Pubblicato da evasimola

Il blog è diretto dalla dottoressa Eva Simola presidente dell'Associazione "Legalità Sardegna" [email protected] codice fiscale 91027470920 Cellulare +393772787190