Le pene alternative al carcere

Le misure alternative alla detenzione, sono concesse o revocate dal Tribunale di sorveglianza su richiesta del condannato e sono:

  1. L’affidamento in prova ai servizi sociali: si caratterizza perché il reo viene affidato ai servizi sociali al di fuori del carcere dopo aver scontato parte della pena ed essere stato assegnato ad un programma da seguire al termine del quale, se la prova ha esito positivo, la pena e ogni effetto commesso si estinguono; diversamente il beneficio viene revocato. Questo provvedimento si applica a chi deve scontare una pena detentiva non superiore a tre anni, anche residuali, di una pena maggiore previa valutazione della buona condotta e in assenza del rischio di reiterazione del reato. Si estende, oltre i limiti di pena citati, anche ai soggetti malati di AIDS e di altre gravi deficienze immunitarie in corso di cura. I servizi sociali sono tenuti a inviare, al Magistrato di sorveglianza, un puntuale resoconto dell’andamento del programma.
  2. La semilibertà è la possibilità di trascorrere parte della giornata fuori dal carcere per svolgere un’attività utile al reinserimento sociale. Viene applicata ai condannati con pena dell’arresto che debbano scontare ancora massimo sei mesi di reclusione; che abbiano scontato la metà della pena, 2/3 per i reati più gravi. Questa misura è applicabile anche all’ergastolano dopo almeno vent’anni di reclusione.
  3. La libertà anticipata consiste in una detrazione di 45 giorni di pena detentiva per ogni semestre scontato, nel calcolo si conteggia anche la detenzione cautelare, quella domiciliare o in affidamento in prova con buona condotta. Questo sconto di pena viene concesso su istanza al reo che abbia dato prova di partecipazione rieducazione nell’espletamento della propria condanna; ovviamente viene revocato se quest’ultimo viene condannato per un delitto commesso nel periodo di riduzione della pena;
  4. la detenzione domiciliare ossia la possibilità di scontare la condanna nel proprio domicilio o in un altro luogo pubblico di cura e assistenza. I domiciliari vengono concessi ai condannati che si trovano in una delle seguenti condizioni:
  • persone con più di 60 anni di età salvo sé recidivi o condannati per determinati reati di particolare gravità;
  • condannati con una pena detentiva inferiore a quattro anni, anche se residuale, nei casi di donne incinte o con prole minore di 10 anni a loro carico nonché ai i padri ma solo quando è impossibile l’affidamento del figlio alla madre;
  •  persone sopra sessant’anni di età con parziale inabilità
  • persone sotto il 21º anno per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute, famiglia.

Inoltre la detenzione domiciliare viene concessa a tutti i rei con pena detentiva non superiore a due anni, se non è possibile l’affidamento in prova e sempre che ciò sia in linea con le finalità rieducative e si possa escludere il pericolo di reiterazione (anche questo beneficio si estende ai malati di AIDS e di altre gravi deficienze immunitarie in corso di cura). I recidivi possono ottenere i domiciliari solo se gli restano non più di tre anni di reclusione. Il tribunale di sorveglianza stabilisce le condizioni e le modalità della detenzione domiciliare nonchè la sua sospensione o revoca.

In ipotesi di allontanamento ingiustificato dal domicilio coatto in detenzione domiciliare si commette il reato di evasione, con sospensione del beneficio che viene definitivamente revocato in caso di condanna.

Si deve precisare che le pene alternative non sono sconti di pena ma misure che si inquadrano nei principi morali e sociali di recupero del condannato e vanno distinte dalle cosiddette “sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi” (semidetenzione, libertà controllata,  pena pecuniaria sostitutiva) che costituiscono un vero e proprio sistema sanzionatorio aggiuntivo a quello ordinario e vengono comminate direttamente dal giudice in sede di condanna per evitare l’effetto desocializzante soprattutto agli incensurati.

(Immagine del web)

Pubblicato da evasimola

Il blog è diretto dalla dottoressa Eva Simola presidente dell'Associazione "Legalità Sardegna" [email protected] codice fiscale 91027470920 Cellulare +393772787190

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