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Six pack e semestre europeo

Six pack e semestre europeo

    A partire dal trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 gli Stati membri sono tenuti ad evitare disavanzi eccessivi rispettando i valori di riferimenti stabiliti dal protocollo aggiuntivo 3% rapporto deficit/PIL e il 60% rapporto debito pubblico/PIL.

In via di fatto, alle violazione dei limiti del deficit 60% del Pil, non sono seguite le sanzioni previste, di conseguenza la Commissione UE ha formulato nuove proposte di regolamento che costituiscono il c.d. Pacchetto di riforma della governante economica dell’unione europea.

Il cd six pack è un pacchetto di sei proposte legislative che comprende una riforma del patto di stabilità e di crescita volta rafforzare la sorveglianza delle politiche di bilancio e ad applicare le misure esecutive con maggiore coerenza e, in una fase più precoce, nuove disposizioni sui quadri di bilancio nazionali nonché una nuova sorveglianza degli squilibri macroeconomici.

Viene introdotto un vincolo (regola di spesa) alla crescita della spesa (expenditure benchmark) diretto a rafforzare il raggiungimento dell’obiettivo di medio termine, variamente calcolato secondo l’obiettivo di medio termine.

Il regolamento numero 1175/2011/UE impone agli Stati membri di conseguire e di mantenere un obiettivo di bilancio medio termine e di presentare a tal fine corretti programmi di stabilità e convergenza, sottoposti in sede europea a valutazione preventiva di plausibilità delle ipotesi economiche sulle quali il programma è basato, ai fini del percorso di avvicinamento all’obiettivo MTO. Il percorso di avvicinamento al MTO, secondo i regolamenti europei viene valutato sulla base di due parametri:1) la variazione del saldo strutturale; 2) il rispetto della regola di spesa, in base a cui l’aggregato di spesa di riferimento deve crescere ad un tasso pari alla differenza tra il tasso di crescita media del Pil potenziale il cosiddetto margine di convergenza. Il programma di stabilità nazionale, da presentare annualmente entro il mese di Aprile, deve contenere una serie di informazioni, tendenti a giustificare il percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine e la coerenza del programma di stabilità con gli indirizzi di massima di politica economica di programma nazionale di riforma. Ciascuno Stato membro ha un suo specifico obiettivo a medio termine calcolato sulla base della propria posizione di bilancio.

Quindi, per effetto dei tre regolamenti approvati in via definitiva nel Novembre 2011 nell’ambito del c.d.six pack,si stabilisce:

  • l’obbligo per gli Stati membri di convergere verso l’obiettivo di pareggio di bilancio con un miglioramento annuale dei saldi pari ad almeno lo 0,5%;
  • l’obbligo per i Paesi il cui debito supera il 60% del PIL di adottare misure per ridurlo ad un ritmo soddisfacente, nella misura di almeno 1/20 della eccedenza rispetto alla soglia del 60%, calcolata nel corso degli ultimi tre anni;
  • un semi-automatismo delle procedure per l’irrogazione delle sanzioni per i Paesi che violano le regole del Patto. Le sanzioni sono infatti raccomandate dalla Commissione e si considerano approvate dal Consiglio a meno che esso non le respinga con voto a maggioranza qualificata (“maggioranza inversa”) degli Stati dell’area euro (non si tiene conto del voto dello Stato interessato).

Ai Paesi che registrano un disavanzo eccessivo si dovrà applicare un deposito non fruttifero pari allo 0,2% del PIL realizzato nel’anno precedente, convertito in ammenda in caso di non osservanza della raccomandazione di correggere il disavanzo eccessivo.

Il 23 novembre 2011 la Commissione europea ha presentato le seguenti due proposte (cd. “two pack”) che mirano a completare e rafforzare il six pack,rendendo più efficaci sia la procedura del semestre europeo sia la parte preventiva e correttiva del Patto di stabilità e crescita:

  • una proposta di regolamento sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri che affrontano o sono minacciati da una serie difficoltà per la propria stabilità finanziaria nell’eurozona;
  • una proposta di regolamento recante disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei progetti di bilancio e per assicurare la correzione dei disavanzi eccessivi degli Stati membri nell’eurozona.

La prima proposta di regolamento definisce una procedura per la vigilanza rafforzata sugli Stati membri che affrontano o rischiano di affrontare gravi difficoltà economico-finanziarie, con potenziale effetto di contagio in tutta l’eurozona, o che ricevono assistenza finanziari (dal Fondo europeo di stabilizzazione dell’eurozona (FESF), dal Fondo monetario internazionale (FMI), o da altre istituzioni finanziarie internazionali) al fine di assicurare un rapido ritorno alle condizioni normalità.

In base alla seconda proposta gli Stati dell’eurozona dovrebbero:

  • pubblicare i propri programmi di bilancio a medio-termine, basati su previsioni macroeconomiche fornite da un organismo indipendente;
  • presentare entro il 15 ottobre il progetto di bilancio per l’anno successivo:
  • approvare la legge di bilancio annuale non più tardi del 31 dicembre;
  • istituire un ente di controllo del bilancio indipendente per il monitoraggio degli andamenti di bilancio.

La Commissione, qualora ritenesse il progetto di bilancio di uno Stato membro non conforme agli obblighi imposti dal Patto di stabilità e crescita, potrebbe chiedere, entro due settimane dalla ricezione del progetto, la presentazione di un progetto di bilancio rivisto. Al termine dell’esame del progetto di bilancio, al più tardi entro il 30 novembre di ogni anno, la Commissione adotterebbe, se necessario, un parere sul progetto stesso, da sottoporre alla valutazione dell’Eurogruppo

Il cosiddetto semestre europeo viene introdotto l’articolo 2 bis del regolamento n. 1175/2011. Durante  questo ciclo la Commissione valuta la coerenza reciproca dei diversi programmi economici nazionali, in modo da favorire una più incisiva guida politica e strategica a livello comunitario nel periodo in cui le politiche e le decisioni di bilancio sono ancora in fase di programmazione. In concreto il semestre europeo è un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell’ambito dell’UE. Rientra nel quadro della governance economica dell’Unione europea. Si concentra sul periodo di sei mesi dall’inizio di ogni anno; per questo si chiama “semestre”.

l semestre europeo si articola intorno a tre nuclei di coordinamento della politica economica:

  • riforme strutturali, con un accento sulla promozione della crescita e dell’occupazione in linea con la strategia Europa 2020
  • politiche di bilancio, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche in linea con il patto di stabilità e crescita
  • prevenzione degli squilibri macroeconomici eccessivi.

Pubblicato da evasimola

Il blog è diretto dalla dottoressa Eva Simola presidente dell'Associazione "Legalità Sardegna" [email protected] codice fiscale 91027470920 Cellulare +393772787190