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Il diritto all’identità personale

Definizioni:

La prima pronuncia che ha espressamente riconosciuto il diritto alla identità personale è quella della Pretura di Roma del 1974: una coppia di giovani aveva dato il proprio consenso per la riproduzione della propria fotografia su una rivista, ma altri avevano usato la fotografia per formare un manifesto di propaganda politica; i due giovani insorsero perché quel manifesto ingenerava nel pubblico la falsa opinione che essi condividessero l’obiettivo politico propagandato. Il Pretore romano, chiamato a decidere in merito non si limitò a garantire il diritto all’ immagine dei ricorrenti utilizzata abusivamente ex art 10 cc, ma andò oltre assicurando tutela anche agli interessi dei ricorrenti lesi dall’accostamento delle finalità politiche del manifesto alle opinioni dei soggetti raffigurati, i quali avevano eccepito espressamente di avere opinioni in favore del divorzio e pertanto opposte a quelle sostenute dal messaggio del manifesto di propaganda. A tutela di tali interessi il giudice rilevava che costituisce violazione del diritto all’identità personale, inteso quale diritto a non vedere travisare la propria personalità individuale, l’affissione di un manifesto per la propaganda a favore dell’abrogazione della legge sul divorzio, nel quale sia ritratta l’immagine di persone che, pur essendo fautori dell’istituto del divorzio, vengano fatti apparire quali esponenti abrogazionisti.

Il diritto alla identità personale è quindi definito come il diritto a che non sia travisata la propria immagine politica, etica o sociale con l’attribuzione di azioni non compiute dal soggetto o di convinzioni da lui non professate (alterazione immagine ideale). L’elemento differenziale rispetto al diritto d’onore sta nel fatto che il diritto all’identità personale è leso anche se le azioni  o le convinzioni attribuite al soggetto non sono di per sè disonorevoli e lesive dalla sua reputazione.

Quadro normativo:

Art. 2 Cost.

Dlgs. 196/2003

Diritto di rettifica Legge 416/81

Giurisprudenza

Cass Civ n. 5525/12

Dottssa Eva Simola

Pubblicato da evasimola

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