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Abuso d’ufficio

Art. 323 cp. “Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico sevizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità”.

         Esempio di abuso d’ufficio: la nomina dei parenti come membri del proprio staff che siano privi dei requisiti soggettivi non è solo censurabile per il sindaco di un Comune come familismo amorale ma anche come reato di abuso d’officiò perché comporta uno scollamento rispetto al fine di perseguire l’interesse pubblico (cass. Pen. 25859/13).

         Il delitto di abuso d’ufficio è :

  •  un reato plurioffensivo in quanto tutela sia il buon andamento della pubblica amministrazione che i diritti del singolo: la Cassazione ha ritenuto che il privato può essere qualificato persona offesa dal reato a condizione che la condotta delittuosa risulti essere stata posta in essere intenzionalmente in danno ingiusto di lui (cass.  N. 400030/12).
  •  un reato proprio integrato dalla doppia e autonoma ingiustizia:
  1. Ingiusta condotta perchè posta in essere ”in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti”;
  2. Ingiusto vantaggio patrimoniale in quanto non spettante: “ procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto. Il requisito del vantaggio patrimoniale sussiste non solo quando la condotta procuri beni immateriali o altro a favore di colui nel cui interesse la prestazione è posta in essere ma anche: a) quando la condotta arrechi un accrescimento della situazione giuridica soggettiva: ad esempio il rilascio di un permesso in sanatoria in contrasto con lo strumento urbanistico di zona e per opere non sanabili consente di realizzare una situazione economicamente vantaggiosa per il privato che oltre a beneficare del valore intrinseco del manufatto può collocarlo, alienarlo o comunque usufruirne (cass pen 4140/17); b) l’aggressione ingiusta alla sfera della personalità per come è tutelata dai principi costituzionali (cass pen n. 39452/16);

Con la conseguente necessità di una duplice distinta valutazione in proposito non potendosi far discendere la ingiustizia del vantaggio dalla illegittimità del mezzo utilizzato è quindi dall’accertata illegittimità della condotta (cass. N 10133/2015).

Ai fini dell’integrazione dell’elemento oggettivo nel delitto di abuso d’ufficio è necessario che la condotta sia realizzata nello svolgimento delle funzioni o del servizio ove rientrano anche le condotte che integrano la cd “ carenza di potere in concreto (cass. n. 52053/17): la norma richiede pertanto che il funzionario realizzi la condotta illecita agendo nella sua veste di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio con la conseguenza che rimangono privi di rilievo penale solo quei comportamenti che, anche posti in violazione del dovere di correttezza siano tenuti come soggetto privato senza servirsi in alcun modo dall’attività funzionale svolta.

Ai fini della configurabilità del reato di abuso d’ufficio, sussiste il requisito della violazione di legge non solo quando la condotta del pubblico ufficiale sia svolta in contrasto con le norme che regolano l’esercizio del potere, ma anche quando la stessa risulti orientata alla sola realizzazione di un interesse collidente con quello per il quale il potere è attribuito, realizzandosi in tale ipotesi il vizio dello sviamento di potere, che integra la violazione di legge poiché lo stesso non viene esercitato secondo lo schema normativo che ne legittima l’attribuzione ( Cass pen. 22871/19). Quanto, poi, all’elemento psicologico del reato, per detta fattispecie criminosa, il dolo richiesto assume una connotazione articolata e complessa: è generico, con riferimento alla condotta (coscienza e volontà di violare norme di legge o di regolamento ovvero di non osservare l’obbligo di astensione) e assume la forma del dolo intenzionale rispetto all’evento (vantaggio patrimoniale o danno) che completa la fattispecie. Il dolo intenzionale è configurabile qualora si accerti che il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio abbia agito con uno scopo diverso da quello consistente nel realizzare una finalità pubblica, il cui conseguimento deve essere escluso non soltanto nei casi nei quali questa manchi del tutto, ma anche laddove la stessa rappresenti una mera occasione della condotta illecita, posta in essere invece al preciso scopo di perseguire, in via immediata, un danno ingiusto ad altri o un vantaggio patrimoniale ingiusto per sè o per altri ( cass n. 7161/17).

Rapporto con altri reati:

Si ha il cd assorbimento con:

  • Falso ideologico:In virtù della clausola di riserva (“Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato”) è da escludersi il concorso formale tra i delitti di abuso d’ufficio e falso ideologico o materiale quando la condotta addebitata al pubblico ufficiale si esaurisca nella commissione di un fatto qualificabile come falso in atto pubblico (cass. Pen. 13849/17);
  • Peculato:L’utilizzo, da parte del dipendente pubblico, di strumenti di lavoro per scopi personali integra il reato di abuso di ufficio (cass pen. n. 22800/16) e non quello di peculato.  (immagine web)

 

 

Pubblicato da evasimola

Il blog è diretto dalla dottoressa Eva Simola presidente dell'Associazione "Legalità Sardegna" [email protected] codice fiscale 91027470920 Cellulare +393772787190